Gomito

Epicondilite calcifica e non calcifica

Per epicondilite s’intende un’affezione degenerativa microtraumatica di un tendine alla sua inserzione ossea sull’epicondilo omerale. In particolare, il tendine più coinvolto appartiene al muscolo estensore radiale breve del carpo. Tradizionalmente questa patologia si definisce anche gomito del tennista per la sollecitazione continua che il tennis impone su questo muscolo, ma oggi è da considerarsi una malattia professionale dovuto all’uso prolungato della tastiera e del mouse. Spesso si verifica in seguito a sforzi intensi e inusuali come spalare la neve o effettuare un trasloco.

Epitrocleite calcifica e non calcifica

L’epitrocleite, più comunemente conosciuta come gomito del golfista, è una sindrome dolorosa dovuta generalmente ad un sovraccarico funzionale e/o degenerazione tendinea dei muscoli epitrocleari. Questi sono muscoli interni dell’avambraccio che originano dall’epitroclea e si inseriscono sull’ avambraccio, sul polso e sulla mano. Questi muscoli servono a ruotare all’interno (pronazione) la mano, a flettere il polso e le dita. L’epitrocleite è la causa più frequente di dolore mediale (interno) al gomito.

Lussazione traumatica

La lussazione traumatica del gomito è particolarmente frequente nei bambino; la sua prognosi è abitualmente favorevole. Nella lussazione posteriore del gomito, varietà già comune, le superfici articolari dell’estremità inferiore dell’omero hanno perduto il contatto con le superfici corrispondenti del radio e dell’ulna che sono lussati indietro.

Tendinopatie cronicizzate

Nel gomito il dolore si manifesta a carico dell’avambraccio, localizzata nella parte esterna, e si manifesta in concomitanza con un movimento di rotazione o quando si afferra qualcosa. Si tratta di patologie acute a carico dei tendini estensori in corrispondenza dell’epicondilo (laterale) e dei tendini flessoti in corrispondenza dell’epitroclea (mediale) che si sono cronicizzate. Spesso concomitano calcificazioni tendinee sensibili al trattamento con onde d’urto. In generale il trattamento consiste in esercizi di allungamento della capsula articolare e delle catene muscolari associato a potenziamento muscolare.

Artropatie di gomito

Con il termine “artropatie” del gomito intendiamo descrivere le patologie croniche che colpiscono l’articolazione del gomito. Le più frequenti sono l’artrite reumatoide, l’artrosi primitiva (ossia non correlata ad altre patologie) e secondaria (post-traumatica).

L’Artrite reumatoide

L’Artrite reumatoide è una patologia infiammatoria cronica, su base immunitaria, la cui causa è ancora sconosciuta. Colpisce lo 0,5-2% della popolazione, prevalentemente di sesso femminile. Si presenta come una “poliartrite simmetrica” (ossia coinvolge più articolazioni in entrambi gli arti superiori e/o inferiori), con dolore, tumefazione (gonfiore), rossore, impotenza funzionale e rigidità mattutina. Le articolazioni più frequentemente coinvolte sono le interfalangee prossimali e le metacarpofalangee (articolazioni delle dita della mano), il polso ed il gomito. In questa sede, colpita nel 20-65% dei casi, la manifestazione più precoce è la perdita dell’estensione. Altre sedi colpite sono il ginocchio, la caviglia e le metatarsofalangee. Si cura con farmaci specifici e fisioterapia mirata.

Artrolisi per rigidità

La mobilità dell’articolazione del gomito può essere compromessa dalla presenza di frammenti liberi, da deformazioni della superficie articolare, da contratture del tessuto molle, dalla formazione di un osso ectopico, da lunghe immobilizzazioni in gesso. In caso di fallimento del trattamento conservativo, la funzionalità articolare può essere migliorata mediante artrolisi chirurgica artroscopica per eliminare le aderenze che impediscono il movimento. La gestione postoperatoria include l’applicazione di medicazioni fredde, la somministrazione di farmaci antinfiammatori locali, l’applicazione di stecche gessate rimovibili che permettano di variare la posizione dell’articolazione, l’adozione precoce di un trattamento mediante movimento passivo continuo con apparecchio Kinetec per consentire una progressiva e indolore mobilizzazione. Ma è la pazienza il requisito principale del trattamento postoperatorio.
Benché si tratti di una procedura tecnicamente impegnativa, l’artrolisi del gomito consente di ottenere risultati positivi in un’elevata percentuale di casi.

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